Oratorio frà Vittorio Maria Calandra

lunedì 22 giugno 2009

ORATORIO ESTIVO 2009

Pubblicato da Oratorio frà Vittorio Maria Calandra alle 13:30 Nessun commento:
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BIOGRAFIA DI FRA’ VITTORIO MARIA CALANDRA



(Tratta da P. Raimondo da Castelbuono, Fascino del Calvario.


Fra Vittorio maria Antonio da Troina, Messina 1963)




Vittorio Maria Calandra nacque a Troina il 22 febbraio 1916. Secondogenito di Giuseppe Calandra, ricco proprietario terriero originario di Capizzi, e di Francesca Squillaci, esponente di una delle famiglie più facoltose di Troina, il piccolo Vittorio nel primo anno della sua vita fu colpito da una grave enterite, la cui guarigione, che apparve prodigiosa, fu attribuita all’intercessione della Ven. Veronica da Vizzini, terziaria francescana della cui vita edificante molto si parlava in quegli anni.


Fin da bambino l’educazione di Vittorio risentì fortemente dello spirito religioso della madre ed anche della nonna paterna. Le opere di carità che la madre frequentemente praticava in favore dei più disagiati dovettero far maturare nel giovane Vittorio un amore particolare verso i più poveri.


Frequentatore della chiesa dei Cappuccini, molto vicina alla sua abitazione, ebbe molta venerazione per la Regola di san Francesco. Nel 1930, nonostante le forti resistenze del padre, sentì la chiamata del Signore. Un giorno, infatti, sentì parlare in una predica di sant’Antonio da Padova. Commosso da quella omelia sino alle lacrime, sentì rafforzarsi in lui il desiderio di abbracciare la rigida Regola francescana. Subito dopo manifestò quel suo desiderio al suo padre spirituale, p. Bonaventura, il quale, per le precarie condizioni di salute del giovane Vittorio, gli sconsigliò di indossare l’abito cappuccino. Ma fu tanto l’ardore della vocazione cristiana che alla fine sia il padre che gli altri non osteggiarono dal scelta di Vittorio. Dopo aver frequentato per qualche anno la scuola di avviamento industriale, si iscrisse al Seminario Serafico dei Cappuccini di Randazzo. Di indole umile, subito si fece apprezzare dai compagni e dai superiori.


L’anno seguente, nel 1931, una grave polmonite influenzale colpì la madre, che morì il 22 agosto. Per Vittorio fu una perdita gravissima e dolorosa, colmata solamente dalla preghiera e dal mai sbiadito ricordo delle “luminose virtù” di Francesca.


Nel 1933, finito brillantemente il corso ginnasiale, Vittorio si preparò per entrare nel Noviziato, dove intraprende “la nuova vita, concentrando il suo sforzo maggiore nell’annientamento di sé, per rivivere nelle tradizioni della nuova forma, inquadrata tutta in una visione, in cui il mondo e tutto ciò che sino ad ora vi si è amato si deve disprezzare o almeno ignorare”. Dopo la Professione semplice venne avviato nel Santuario di Gibilmanna per lo studio della filosofia ed il liceo. Dedito alla preghiera e allo studio, Vittorio si fece notare subito dai suoi superiori per la grande fede e per la capacità di penitenza. Le vacanze estive del 1936 cominciano a marcare, nella vita del giovane chierico, il segno della maturità spirituale. Ha imparato a guardare “con maggiore disinvoltura la realtà della vita quotidiana, ad adattarsi senza più resistenze ai suoi doveri di studente”. Sempre pronto ad aiutare i poveri e bisognosi, scriverà che “la pietà è la vera vita di Dio, perché l’uomo veramente pietoso cerca indefessamente Dio”.


Nonostante l’età adulta, non mancheranno nel corso degli anni i soliti problemi di salute che gli porteranno notevoli sofferenze, anche se Vittorio, per non preoccupare i familiari e i superiori, tentò sempre di minimizzare sul suo stato di salute. All’inizio del 1938, però, le condizioni di Vittorio peggiorarono improvvisamente. Trascorse il rigido inverno a Catania. In primavera, fra miglioramenti e peggioranti improvvisi, si trasferì a malincuore a Troina, dove temé che i familiari, a causa del precario stato di salute, gli potevano far deporre l’abito. In casa Calandra, nel quartiere Scalforio, si pregò incessantemente per la guarigione di fra’ Vittorio. Si organizzò anche una novena di preghiera al Beato Felice di Nicosia. Il male, però, seguitava la sua opera di distruzione.


Approfittando di un breve periodo di lieve miglioramento, i superiori decisero di ammetterlo alla Professione solenne, celebrata in casa il 17 settembre. La sua consacrazione definitiva al Signore, nonostante la sofferenza della malattia, gli fece “sentire ancora più vivo il senso della carità che lo legò alla grande famiglia”.


Aveva fatto voto di non lamentarsi mai delle sofferenze fisiche. Durante gli ultimi mesi della sua vita, fra’ Vittorio tenne costantemente davanti agli occhi l’immagine di Gesù che portava la croce. Il giorno di Natale del 1938, tra dolore e sofferenze, dopo aver nominato per tre volte di seguito il nome di Gesù, raggiunse il Padre Eterno. Mentre la sua salma giaceva sul letto della sua stanza e fuori infuriava la tempesta, ad un tratto, la penombra “fu rotta da un raggio di luce, tenue, ma distinta, che, senza mostrare la direzione della sua sorgente, si posò sul volto esanime, quasi a deporvi una carezza, si allargò su tutto il corpo, quasi a descriverne i contorni, come per prenderne possesso”. I parenti che assistettero all’evento, presto si precipitarono alla finestra per vedere da dove provenisse il raggio di sole, ma ben presto si accorsero che a quell’ora – erano le 10 del mattino – l’orientamento della finestra non avrebbe potuto consentire al sole di allungare il suo raggio sino alla salma.


Quella vita che si era spenta lasciando tutti in un dolore acuto e sbalordito, poteva benissimo essere coronata da un fatto straordinario, perché di fatti tutt’altro che ordinari ne aveva mostrati tanti, da strappare a tutti unanime il giudizio di una “santità” non comune che ben presto continuò a mostrare i suoi segni. La signora Rosa Marchese da Troina, di 81 anni, sofferente di gravi disturbi al fegato e alla cistifellea, con vomito e febbre altissima, era consigliata a sottoporsi ad un difficile intervento chirurgico. La figlia si raccomandò alla Vergine Maria e a fra’ Vittorio, ponendo addosso all’inferma un frammento dell’abito di quest’ultimo. Dopo aver superato brillantemente la delicata operazione chirurgica, l’anziana signora si mantenne in perfetta salute. Anni dopo, la figlia Lea, sottoposta ad una delicatissima operazione al rene, si portò addosso un pezzetto dell’abito di fra’ Vittorio. Durante l’intervento uno dei medici rimase molto sorpreso degli esisti dell’operazione chiedendosi come mai la paziente potesse essere ancora in vita. Tuttavia, l’operazione fu felicemente superata e la signora Lea poté continuare a vivere normalmente.

Programma della settimana

LUNEDI
ore 15:00 - 17:00Doposcuola
ore 17:00 - 17:30 Merenda
ore 17:30 - 19:00 Laboratorio di cucina e giochi organizzati
MARTEDI
ore 15:00 - 17:00 Doposcuola
ore 17:00 - 17:30 Merenda
ore 17:30 - 19:00 Laboratorio di pittura, traforo ed esperimenti
MERCOLEDI
ore 15:00 - 17:00 Doposcuolaore
ore 17:00 - 17:30 Merenda
ore 17:30 - 19:00 Danza e attività motorie
GIOVEDI
ore 15:00 - 17:00 Doposcuolaore

ore 17:00 - 17:30 Merendaore
ore 17:30 - 19:00 Formazione* e Laboratorio di canto
VENERDI

ore 15:00 - 17:00 Doposcuolaore
ore 17:00 - 17:30 Merendaore
ore 17:30 - 19:00 Giochi organizzati
SABATO
ore 16:00 Catechismo
ore 17:00 Laboratorio di canto
ore 18:00 Corso di chitarra

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